Controlli ufficiali, HACCP-Normativaper gli imprenditori del Food And Beverage
Caro imprenditore, se mi segui da un pò, avrai capito che il mio scopo è quello di sensibilizzare il tessuto imprenditoriale del piccolo medio imprenditore nel settore della sicurezza e dell’igiene alimentare, che a quanto pare è cresciuto in modo anomalo rispetto agli altri paesi dell’unione europea.
Ricordo ancora nell’anno 2016 i controlli degli alimenti e bevande in Italia.
I controlli ufficiali
In particolare se andassimo ad analizzare le pubblicazioni del trend riportate su salute.gov.it (FONTE: ministero della salute), si può evincere che i controlli dal 2010 al 2016 nei tre settori ( PRODUTTORI – TRASFORMATORI – COMMERCIO ) sono letteralmente in discesa.
Vengono riportati i seguenti dati :
Le unità operative che sono state segnalate dalle ASL delle singole regioni sono: 1.403.428
Le unità controllate risultano essere: 279.897 cioè pari al 19,9%
Il numero delle ispezioni effettuate risulta complessivamente di 447.496
Le percentuali più elevate di infrazioni riguardano l’igiene generale e l’igiene del personale, le strutture e l’HACCP.
Pertanto, visto l’assenza e la costanza dei controlli, l’imprenditore medio ha trascurato volontariamente la parte della tracciabilità, igiene e sicurezza alimentare.
Come probabilmente sai, nonostante l’evoluzione dei mercati, da 40 anni a questa parte, ogni giorno una percentuale scandalosa di partite iva del tuo settore chiudono i battenti; a partire dagli anni 90, dove è iniziato il declino.
Si tenta ancora oggi di aprire un attività come si faceva negli anni 80, per poter far campare la propria famiglia, ma le cose sono cambiate nel nostro paese.
Oggi non esiste differenziazione tra un ristorante e l’altro, tra un agriturismo e un altro, tra un attività e un’altra. Abbiamo sempre la copia della copia. Un insieme di imprenditori “ugualoidi” che lottano ogni giorno per acquisire clienti.
Ora non userò ne termini accademici ne termini tecnici, ne sarò enciclopedico, quindi in questo viaggio che voglio percorrere insieme a te alla scoperta di un metodo che garantirà la sopravvivenza della tua azienda per i prossimi 40 anni, anche se oggi c’è la crisi e i governi cadono e rinascono come se non ci fosse un domani.
Cercherò di spiegarmi nel modo più fruibile possibile per poterti concentrare su ciò che ti è più necessario per avere il successo che meriti, ed avere un sistema che ti permetta di tutelare e garantire i tuoi utili aziendali e i tuoi clienti per vivere serenamente con i tuoi cari, ed attivare una macchina per l’acquisizione dei nuovi clienti e il sistema di sicurezza alimentare da fare invidia ai tuoi competitor.
I 4 passi fondamentali per tenere in vita la tua azienda.
IL PRIMO PASSO……..
In Italia quando si parla di acquisire clienti nel Food, il problema nasce nella percezione, cioè la consapevolezza che vi siano altri modi per acquisire clienti, oltre a quelli tradizionali.
Il negoziante pensa generalmente che oggi basta collocarsi in una zona di passaggio sia di per se sufficiente per avere maggior successo.
Il piccolo medio imprenditore oggi pensa di iscriversi sulle pagine gialle, di farsi fare qualche bella recensione dai suoi amici su trip-advisors, fare qualche migliaio di volantini per spargere il passaparola e pensare che tutto ciò ti garantirà da vivere per i prossimi anni.
Nel maggio dell’anno scorso abbiamo assistito ad il ritiro del mercato del tonno fresco di origine spagnola per rischio alimentare d’intossicazione.
Un fornitore del genere che ti mette in mezzo ai casini, potrebbe decretare la tua morte aziendale se ci pensi.
Nelle dichiarazioni del Ministero della Salute spagnola AECOSAN, potrebbe aver venduto in stato sfuso piccole quantità di tonno in piccoli formati nelle pescherie o in negozi che vendono al consumatore finale.
La ditta spagnola che ha fornito questo prodotto chiamata Garciden , il ministero ha messo un avviso per tutti gli esercizi di vendita che lo hanno acquistato di segnalarlo.
Hai mai pensato ad una ditta del genere che ti porta un prodotto simile?
E tu come di consueto ne hai acquistato una buona fornitura perché riesci anche ad abbattere i prezzi e a farci un margine di guadagno superiore.
O peggio, magari hai venduto del tonno sfuso e qualche tuo cliente potrebbe correre il rischio di sentirsi male e tu sei soggetto a denuncia anche se sai benissimo che non è colpa tua.
Ogni imprenditore italiano dovrebbe sapere fino al minimo dettaglio come il proprio fornitore tratta i suoi prodotti prima della sua consegna. Il sistema HACCP dovrebbe fare la sua parte.
Durante la
mia carriera ho potuto appurare come ogni titolare d’azienda non ne abbia la
più pallida idea di questa situazione e di cosa faccia e non faccia il
fornitore prima di arrivare allo scarico della merce.
Un indicatore
di fondamentale importanza viene trascurato spesso e nella maggior parte dei
casi si riscontrano dei problemi proprio al di fuori della propria azienda.
Adesso ti
fornisco un elenco di trattamenti che puoi verificare subito per i tuoi
fornitori che devono essere applicati rigorosamente a seconda del tipo di
attività che si possiede.
E non avrai più preoccupazioni all’arrivo delle ispezioni
In Italia il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha firmato il decreto per introdurre l’obbligo di indicazione dell’origine dei derivati del pomodoro.
Siamo finalmente arrivati a sentire il problema vero della provenienza dei nostri prodotti…. Devo dire che ce ne è voluto di tempo!
Siamo riusciti ad introdurre l’obbligo di indicazione dell’origine dei derivati del pomodoro.
Questo introduce un sistema in sperimentazione per due anni attraverso l’etichettatura, che era già in vigore per i prodotti lattiero cesarei, pasta e riso.
Ma l’etichetta non deve trarre in inganno il consumatore, altrimenti tu come responsabile d’azienda passi molti guai, per occultamento delle informazioni obbligatorie da esporre.
Intendo dire che per vendere di più non devi fare pubblicità ingannevole nella presentazione dell’alimento. Ingannare il cliente è una cosa che non ripaga mai a lungo termine, anche perché se inculi i tuoi clienti, sappi che prima o poi apriranno gli occhi.
Tutti i proprietari di catene di ristoranti, fast- food, supermercati e piccoli retail debbono adottare adeguate misure di prevenzione sull’igiene e sulla sicurezza sul lavoro ed alimentare.
Ma quanti sanno che un sistema HACCP se ben progettato insieme alle norme della sicurezza sul lavoro possono far capitalizzare la propria azienda?
Se vuoi finalmente trovare una via di uscita in un mercato spietato nella lotta della battaglia dei prezzi e del prodotto più ricercato allora non puoi limitarti ad avere una sola porta d’accesso al tuo business.
No, non sto impazzendo… parlo semplicemente del fatto che l’idea comune della stragrande maggioranza degli imprenditori italiani su questo settore che credono che l’HACCP e investire in formazione nella propria azienda sia una vera e propria perdita di tempo e denaro, in realtà rappresenta una grande opportunità per il mercato che abbiamo oggi.
Rappresenta un altro pilastro da aggiungere per fare differenziazione e positioning della propria azienda con gli adeguati strumenti informatici con l’obiettivo di sensibilizzare il nostro cliente e far percepire la qualità e da dove vengono i nostri prodotti, le lavorazioni, le manipolazione e attraverso quale tipo di prassi igienica vengono lavorati ed esposti alla vendita.
Dai però non mi tenere sulle spine, fammi capire meglio!
Ad Ostuni al 9 Agosto, ci ripetiamo nuovamente….. sembra che
i giornali non vengano mai letti dagli imprenditori.
Di nuovo…. ancora
Ispezione in un ristorante da parte dell’ispettorato del
lavoro di Brindisi e dei NAS di Taranto.
Gravi inadempienze riguardanti il Testo Unico della
sicurezza sul lavoro, il famoso D.Lgs. 81/08 e gli obblighi del datore di
lavoro nei riguardi di un dipendente.
Detto questo, visto che si parla tanto di crisi, invece di
fare corsi di formazione che possano aumentare le competenze dell’imprenditore,
invece di acquisire nuovi metodi per fare impresa e far fronte a mercati
completamente diversi rispetto agli anni 80, si cerca di trovare scappatoie
oramai inutili come quella dei lavoratori in nero.
A tal proposito, in relazione a tali violazioni in merito
alla redazione dei documenti della sicurezza sul lavoro, alla sua applicazione
e all’omissione di un contratto di lavoro, un tale comportamento può avere un
solo e unico risvolto nel futuro d’azienda.
Quando ci si appresta ad aprire un locale per adibirlo a mensa, si pensa sempre a come renderlo accogliente, con i servizi e un arredamento elegante ma non troppo e alla sua funzionalità.
Si pensa generalmente ad avere una struttura organizzata che possa essere ottimizzata e disposta a contenere un numero massimo di tavoli a sedere, alla cucina, al personale qualificato e al genere di impianti da disporre.
Per poter lavorare in questa grande realtà e per avere i migliori risultati la localizzazione diventa qualcosa di essenzialmente strategico.
Cibo di elevata qualità fa la differenza nel lungo periodo con pietanze annesse per i celiaci e vegani, unite alle specialità del territorio.
Il problema che vedo in Italia è che l’imprenditore all’avvio dell’attività parte alla massima potenza per dare una buona impressione al cliente e farlo fidelizzare successivamente, ma dopo qualche mese che il boom va man mano scendendo i servizi iniziano a peccare, a partire dalle pietanze per finire al livello igienico sanitario.
Vediamo perché le mense e attività similari prendono a volte questa “piega”.
Posticipare o non dare la giusta attenzione per la scelta dei propri fornitori è come installare un piccolo cancro all’interno della nostra azienda…. Giorno dopo giorno….
Come se mangiassimo qualcosa di carbonizzato ed il nostro organismo non riesce più a riparare i danni che creiamo quotidianamente… prima o poi qualche cellula impazzisce.
Questo è un problema asintomatico per moltissime aziende in italia e, quando ci si accorge della malattia ormai inizia ad essere tardi per poterla curare perché le sue metastasi ormai sono ovunque. Si poteva magari intervenire con dei sistemi di prevenzione ,intendo dire che se si continua a sottovalutare questo aspetto alla fine distruggerà la nostra azienda perché i nostri clienti si accorgeranno che non abbiamo un prodotto curato a 360 gradi e non riuscirà a percepire la qualità.
La malattia spesso e volentieri ci porterà ad avere un tasso di mortalità molto alto,tanto è vero che le start- up se non possiedono un buon marketing e sono attente ai bilanci chiudono nei primi 3 anni.
La scelta del fornitore di fiducia è uno degli anelli fondamentali del nostro Business in quanto farà la differenza a nel medio e soprattutto lungo termine.
Prestazioni ed efficienza sono i fattori determinanti che lo costituiscono che si possono suddividere in 2 categorie principali:
Strutturali: ovvero delle risorse che concorrono al processo a cui appartengono
Gli alimenti (materie prime e prodotti)
Risorse tecnologiche ( attrezzature – macchinari – strumenti informatici e di controllo)
Risorse umane, la loro formazione – comportamenti ed esperienze
La struttura organizzativa del fornitore
Organizzative: ovvero il modo in cui vengono fatte interagire le risorse tra di loro
Devi sapere in termini gestionali come è organizzato il tuo fornitore e se utilizza le norme internazionali ISO 9000 relative alla qualità.
Ed in termini operativi devi sapere da lui tutti gli aspetti che influenzano l’igiene degli alimenti che appartengono a loro volta a queste 2 categorie che ti elenco qui sotto di cui non potrai farne a meno:
Le operazioni di processo ( lavorazione,produzione, conservazione, trasporto, distribuzione, erogazione)
Le operazioni di mantenimento dell’efficacia e dell’efficienza dei fattori strutturali ( manutenzione, valutazione, formazione/addestramento, informazione ecc….)
La scelta del tuo fornitore di fiducia che rispetti queste caratteristiche è fondamentale per garantire dei prodotti di qualità.
Anche perché l’applicazione di questi concetti nonché operazioni fanno la differenza soprattutto durante l’attività di trasporto (in entrata e in uscita) dalle attività di carico/scarico dove gli aspetti igienici vengono meno perché sono condizionate dalla fretta di caricare o scaricare in funzione della disponibilità dei mezzi.
Quello che nessun fornitore ti dirà mai o che nessun consulente ti farà notare è che i mezzi di trasporto dei fornitori nella maggior parte dei casi non ha prese elettriche per consentire all’impianto di funzionamento dei frigoriferi di rimanere acceso, anche a mezzo fermo.
Ed è qui che ti voglio!!!
Cosa succede agli alimenti quando il mezzo di trasporto è fermo e le celle frigorifere sono spente per tutta la durata dello scarico o del carico?
AUMENTATI I CONTROLLI PER IL GRANDE FLUSSO TURISTICO
Mi dispiace utilizzare in maniera forte questa immagine, spesso utilizzata anche in maniera inappropriata dalle persone per fare terrorismo, ma lo faccio per una giusta causa e spero che mi perdonerai.
Non è purtroppo un gioco quando dico che la prevenzione sull’igiene degli alimenti e la sicurezza sul lavoro è il primo passo verso il successo di un azienda/start-up che intende approcciare al nuovo mercato degli ultimi 10 anni.
Una delle terribili piaghe che affligge gli imprenditori di oggi è la prevenzione, e quando uso questo termine, lo intendo nella maniera più specifica del suo significato all’interno della propria attività professionale.
La prevenzione, ambito molto sottovalutato nel modo più assoluto sotto l’aspetto dell’imprenditoria e nel campo del business in generale, che finisce per debilitare l’impresa giorno dopo giorno, come un cancro che attacca l’organismo silenziosamente.
Il cancro è una malattia subdola che si prospetta in molte forme e per lungo periodo non si manifesta, nel senso che continui a svolgere la tua vita normalmente e non sei nemmeno consapevole di avere.
Quando invece si trasforma in un problema, cominci ad accorgerti dei sintomi, in questo caso la malattia è già radicata nell’organismo che ad oggi la medicina non permette altro che prolungare la vita allontanando di qualche mese/anno in molti casi il decorso mortale.
Fortunatamente alcune persone si salvano grazie alle cure e alle scoperte attuali, ma il tasso di mortalità rimane comunque altissimo, a meno che non si intervenga con misure di prevenzione come lo screening con il quale si può intervenire con maggiore efficacia nel contrastare gli effetti della malattia.
Per qualche strano caso, ho potuto notare che il tasso di mortalità delle persone che si ammalano di questa terribile malattia e magari hanno contratto purtroppo una forma anche aggressiva, una forma maligna che non lascia scampo che è perfettamente paragonabile in maniera similare alla morte delle imprese in Italia.
In Italia vengono riportate queste statistiche, riassunte molto in breve:
Il 50% chiude nei primi 2 anni
L’80% chiude nei primi 5 anni
Il 96% chiude entro i 10 anni
Del rimanente 4%, il 95% non supera il fatturato dei 2.000.000 € di fatturato, rimanendo in eterno una micro-impresa.