Il Sistema che blinda la tua azienda dalle sanzioni HACCP e Sicurezza sul lavoro

Morte in cucina nei Food and Beverage: perché la sicurezza alimentare non è un optional

Caro ristoratore,

Immagina questa scena: un cliente entra nel tuo ristorante, ordina un piatto di gnocchi o un dolce alla frutta secca. È felice, rilassato, sta vivendo un momento di piacere. Pochi minuti dopo, però, tutto cambia. Il respiro si fa affannoso, il viso si gonfia, la gola si chiude. Lo shock anafilattico non perdona, e in pochi istanti la situazione precipita.

Può succedere. Ed è già successo. Due vittime recenti – una bambina di nove anni e una turista inglese di 14 – sono decedute dopo aver ingerito alimenti contenenti allergeni letali per loro. La domanda è: chi avrebbe dovuto proteggerle? E soprattutto, come possiamo evitare che accada di nuovo?

Non fa differenza se possiedi un ristorante, un bar, un albergo, una pizzeria, siamo tutti nella stessa barca, con gli stessi obblighi e leggi che servono per tutelare il consumatore.

Ma analizziamo meglio cosa accade tutti i giorni nelle nostre attività imprenditoriali.

1- Il problema: la mancanza di consapevolezza nella ristorazione

Il settore della ristorazione è ancora troppo impreparato nella gestione delle allergie alimentari. Eppure, la normativa è chiara: dal 2015 è obbligatorio segnalare gli allergeni presenti nei piatti serviti. Ma quante attività lo fanno davvero nel modo giusto?

Il problema non è solo la mancata segnalazione, ma anche la scarsa preparazione del personale. Spesso né il cliente né il ristoratore conoscono la reale differenza tra allergia e intolleranza. Si tende a confondere i due termini, senza sapere che, mentre un’intolleranza provoca disturbi più o meno gestibili, un’allergia può uccidere in pochi minuti.

2- HACCP: un obbligo ignorato

L’HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points) è un sistema di autocontrollo igienico che da 27 anni dovrebbe essere la base della sicurezza alimentare. Ma quanti ristoratori lo prendono sul serio? Troppo spesso viene visto solo come una scartoffia da esibire in caso di controlli, senza una reale applicazione pratica.

Un errore che può costare la vita a un cliente e la chiusura del locale a un imprenditore. Perché, al di là del danno umano, esiste anche il rischio legale: multe salatissime, sospensione dell’attività e responsabilità penale in caso di decesso.

I principali errori nella gestione degli allergeni

  1. Mancanza di formazione del personale: chi lavora in sala o in cucina deve essere consapevole di cosa sta servendo e dei rischi connessi.
  2. Errata o inesistente segnalazione degli allergeni: molti ristoranti stampano liste generiche senza verificare i reali ingredienti usati.
  3. Contaminazione incrociata: un cucchiaio sporco, una superficie non igienizzata, un errore umano possono rendere un piatto letale per chi è allergico.
  4. Falsa sicurezza del cliente: un locale che si definisce “gluten free” non sempre garantisce una reale sicurezza per i celiaci. Senza procedure rigorose, la contaminazione è dietro l’angolo.

3 – Come proteggere il tuo business e i tuoi clienti

1 – Formazione obbligatoria per il personale

  • Ogni dipendente, dal cuoco al cameriere, deve conoscere gli allergeni e sapere come evitarli. Un corso HACCP ben fatto può fare la differenza tra la vita e la morte.

2 – Menù chiari e trasparenti

  • Non basta indicare gli allergeni in modo generico. Ogni piatto deve riportare con precisione la presenza di ingredienti a rischio, con aggiornamenti costanti.

3 – Procedure rigide in cucina

  • Differenziare utensili e superfici per evitare contaminazioni incrociate.
  • Controllare scrupolosamente gli ingredienti e le etichette dei prodotti acquistati. (per la tracciabilità alimentare, oggi fondamentale)
  • Evitare di servire piatti “improvvisati” ai clienti con allergie gravi.

Il mio consiglio è installare telecamere all’interno della cucina per dimostrare al cliente la qualità e l’attenzione alla preparazione della pietanza dimostrando in tempo reale l’applicazione delle procedure HACCP.

4 – Comunicazione attiva con il cliente

Un cameriere ben formato deve chiedere ai clienti se hanno allergie prima ancora che questi facciano l’ordine. Il cliente non deve sentirsi obbligato a menzionarlo: deve essere la prassi del locale a prevenire rischi.

5. Un piano di emergenza

Ogni locale dovrebbe avere una procedura chiara in caso di reazione allergica grave. Sapere come agire rapidamente può salvare una vita.

Come risolvere il problema!

Ogni locale dovrebbe avere una procedura chiara in caso di reazione allergica grave. Sapere come agire rapidamente può salvare una vita.

La sicurezza alimentare non è un optional. È un dovere morale e legale per ogni ristoratore. Evitare una tragedia significa proteggere i tuoi clienti e la tua attività. Non aspettare che sia troppo tardi: investi nella formazione, applica le regole HACCP e rendi il tuo locale un posto davvero sicuro per tutti.

Fatti seguire da un consulente esperto in materia!

Perché la prossima tragedia potrebbe essere evitata, se solo scegliamo di essere ristoratori consapevoli.

Fonte: https://www.gamberorosso.it/notizie/morire-gnocchi-allergia-ristoranti/

 

Dott. Fabio Di Bartolomeo

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Il tuo dipendente rifiuta il ruolo di RSPP? Scopri come gestire la situazione

Nel complesso universo della sicurezza sul lavoro, uno dei temi più dibattuti riguarda il rifiuto da parte di un dipendente di assumere l’incarico di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) interno. Questo articolo approfondisce le implicazioni legali e giuslavoristiche legate a questa scelta, analizzando una recente pronuncia della Corte di Cassazione (Cass. Civ., Sez. Lav., 27 dicembre 2024, n. 34553) e altre rilevanti sentenze giurisprudenziali.

1. Perché è importante comprendere il ruolo dell’RSPP?

Il RSPP ha una funzione chiave: supportare il datore di lavoro nella gestione dei rischi e nella creazione di un ambiente sicuro per i lavoratori. Tuttavia, è fondamentale ricordare che, pur essendo una figura strategica, non può sostituire il datore di lavoro nelle sue responsabilità. La nomina a RSPP interno, che spesso viene offerta a un dipendente, non è obbligatoria per il lavoratore, ma il rifiuto di accettarla può generare tensioni.

2. La recente pronuncia della Cassazione: un caso esemplare

Il RSPP ha una funzione chiave: supportare il datore di lavoro nella gestione dei rischi e nella creazione di un ambiente sicuro per i lavoratori. Tuttavia, è fondamentale ricordare che, pur essendo una figura strategica, non può sostituire il datore di lavoro nelle sue responsabilità. La nomina a RSPP interno, che spesso viene offerta a un dipendente, non è obbligatoria per il lavoratore, ma il rifiuto di accettarla può generare tensioni.

2.1 I punti chiave della vicenda

  • La contestazione iniziale: Il dipendente aveva giustificato il rifiuto con motivazioni generiche, come la “manifesta incompatibilità con il datore di lavoro”.
  • L’esito in primo grado: Il Tribunale aveva dichiarato illegittimo il licenziamento, ordinando la reintegra.
  • L’appello e il ricorso in Cassazione: La Corte d’Appello ha ribaltato la sentenza, giudicando il rifiuto una grave insubordinazione. La Cassazione ha poi confermato questa visione, evidenziando la genericità e l’immotivazione del rifiuto.

3. Gli insegnamenti della Cassazione: cosa devono sapere gli imprenditori?

3.1 La natura dell’incarico di RSPP

La nomina a RSPP è una designazione interna che non equivale a una delega di funzioni. Questo significa che il datore di lavoro rimane il principale responsabile della sicurezza aziendale.

3.2 Quando il rifiuto è legittimo

Secondo la Corte, un dipendente può rifiutare legittimamente l’incarico solo se:

  • Esistono conflitti chiari e comprovabili con altre mansioni affidategli.
  • L’incarico è incompatibile con altre funzioni aziendali, come nel caso della sentenza Cass. Civ., Sez. Lav., 15 settembre 2006, n. 19965, che ha sancito l’incompatibilità tra RSPP e RLS  che ricordiamo essere il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.

3.3 Quando il rifiuto è illegittimo

Un rifiuto generico o immotivato, come la mera dichiarazione di “incompatibilità con il datore di lavoro”, può essere qualificato come grave insubordinazione, compromettendo il rapporto di fiducia e legittimando un provvedimento disciplinare.

4. Gli errori da evitare per gli imprenditori

  • Non chiarire le aspettative: Prima di nominare un dipendente come RSPP, è essenziale spiegare chiaramente i compiti e le responsabilità.
  • Non considerare eventuali incompatibilità: Se il dipendente ha già altre mansioni rilevanti, potrebbe essere opportuno sollevarlo da parte di esse.
  • Non documentare il processo: La designazione deve essere formalizzata in modo trasparente, includendo le ragioni aziendali alla base della scelta.

5. Implicazioni legali e pratiche per il datore di lavoro

Valutare attentamente il dipendente: Verificare che il candidato all’incarico di RSPP abbia competenze e disponibilità adeguate.

    1. Formalizzare la designazione: Redigere una comunicazione scritta che spieghi dettagliatamente le motivazioni aziendali e le aspettative.
    2. Gestire i conflitti: Se emergono problemi, affrontarli tempestivamente e in modo trasparente, coinvolgendo eventualmente esperti esterni.

      5.1 Art. 1460 del Codice Civile: l’eccezione di inadempimento

      Il dipendente può rifiutarsi di adempiere solo se il datore di lavoro è totalmente inadempiente alle proprie obbligazioni. Tuttavia, un rifiuto generico e immotivato è contrario alla buona fede contrattuale.

      5.2 Rischi legali per l’azienda

      Un licenziamento basato su contestazioni generiche o su una gestione approssimativa delle nomine può portare a lunghe cause legali con rischi economici e reputazionali.

      Le recenti pronunce della Cassazione offrono linee guida preziose per evitare conflitti e conseguenze negative:

Essere proattivi nella gestione delle nomine e della sicurezza non solo evita controversie legali, ma migliora l’ambiente lavorativo e riduce i rischi complessivi per l’azienda.

 

Ci vediamo alla prossima.

 

Fabio

 

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Datore di lavoro, attenzione al DVR: Gli errori più comuni e come evitarli

Il “passivo affidamento al DVR” elaborato da terzi non libera il datore di lavoro dall’obbligo di verificarne la completezza “onde poter segnalare al professionista le necessarie integrazioni”: le sentenze di Cassazione Penale

Cassazione Penale: Il datore di lavoro deve garantire la validità del DVR, ecco come.

La sicurezza sul lavoro è un tema cruciale per ogni imprenditore, ma spesso viene percepita come un’area delegabile a professionisti esterni. Tuttavia, le sentenze della Cassazione Penale evidenziano chiaramente un concetto fondamentale: il datore di lavoro non può affidarsi passivamente al Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) redatto da terzi. Egli ha l’obbligo di verificarne la completezza e l’adeguatezza, segnalando eventuali integrazioni necessarie al professionista incaricato. In questo articolo esploreremo le implicazioni legali, operative e pratiche di questa responsabilità, fornendo agli imprenditori strumenti utili per adempiere ai propri obblighi e tutelare il proprio business.

Il DVR: uno strumento centrale per la sicurezza sul lavoro

Il DVR rappresenta il fulcro delle misure di prevenzione e protezione in azienda. Secondo l’articolo 28 del D.Lgs. 81/2008, il DVR deve fornire una valutazione globale di tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, individuare le misure di prevenzione e protezione necessarie e definire un programma per il miglioramento continuo delle condizioni di sicurezza.

Tuttavia, come sottolineato dalla Cassazione Penale (Sez. IV, 23 gennaio 2017, n. 3313), il DVR non è un semplice adempimento burocratico. Il datore di lavoro deve analizzare tutti i fattori di rischio presenti in azienda e aggiornare periodicamente il documento, avvalendosi della consulenza di professionisti qualificati, come il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP).

Il ruolo dell'RSPP e la collaborazione con il datore di lavoro

L’RSPP è una figura centrale nel sistema di prevenzione aziendale. Come chiarito dalle Sezioni Unite della Cassazione Penale (18 settembre 2014, n. 38343), l’RSPP svolge una funzione di supporto informativo, valutativo e programmatico. Tuttavia, non ha autonomia decisionale: il suo ruolo è quello di collaborare con il datore di lavoro e altri soggetti coinvolti nella sicurezza aziendale.

Nonostante l’importanza di questa figura, la responsabilità ultima per la sicurezza dei lavoratori resta in capo al datore di lavoro. Egli deve verificare che l’RSPP abbia considerato tutti i rischi specifici e che le misure proposte siano adeguate. In caso contrario, è tenuto a richiedere le necessarie integrazioni.

Sentenze chiave: Le responsabilità del datore di lavoro

Diverse sentenze della Cassazione hanno stabilito principi fondamentali riguardo alla responsabilità del datore di lavoro:

  1. Cassazione Penale, Sez. IV, 20 luglio 2018, n. 34311
    Questa sentenza sottolinea che il datore di lavoro, pur avvalendosi di consulenze esterne, è obbligato a verificare l’adeguatezza del DVR e a informare i lavoratori sui rischi specifici. In caso di carenze evidenti, è suo dovere richiedere le integrazioni necessarie.
  2. Cassazione Penale, Sez. IV, 26 maggio 2016, n. 22147
    La Corte ha ribadito che il datore di lavoro è il destinatario unico degli obblighi prevenzionistici e non può delegare completamente la redazione e la verifica del DVR.
  3. Cassazione Penale, Sez. IV, 4 febbraio 2010, n. 4917
    Questa pronuncia ha chiarito che il datore di lavoro deve controllare le relazioni predisposte dall’RSPP e segnalare eventuali rischi non considerati.

Esempi pratici di responsabilità del datore di lavoro

Le sentenze evidenziano casi concreti in cui la mancata verifica del DVR ha avuto conseguenze drammatiche:

  • Infortunio mortale in un silo di grano
    Un lavoratore è deceduto per asfissia durante la pulizia di un silo. L’RSPP non aveva valutato i rischi specifici di questa attività, ma la responsabilità è ricaduta sul datore di lavoro, che era a conoscenza delle operazioni svolte e non aveva segnalato le omissioni nel DVR.
  • Lesioni gravi durante l’uso di un carrello elevatore
    Un lavoratore è rimasto gravemente ferito durante il travaso di olio esausto. La Cassazione ha stabilito che il DVR non aveva considerato i rischi specifici di questa operazione e che il datore di lavoro, pur avendo organizzato un corso di formazione, non aveva adempiuto agli obblighi di verifica e integrazione del documento.

Le conseguenze della mancata verifica del DVR

La mancata verifica del DVR espone il datore di lavoro a rischi significativi, tra cui:

  • Responsabilità penali
    In caso di infortuni o decessi, il datore di lavoro può essere perseguito penalmente per condotta omissiva.
  • Sanzioni amministrative
    La normativa prevede multe elevate per la mancata conformità alle disposizioni del D.Lgs. 81/2008.
  • Danno reputazionale
    Gli incidenti sul lavoro possono compromettere l’immagine aziendale e la fiducia dei clienti.

Come garantire la conformità e tutelarsi

Per evitare queste conseguenze, gli imprenditori possono adottare alcune buone pratiche:

  1. Collaborazione attiva con l’RSPP
    Partecipare attivamente alla redazione e all’aggiornamento del DVR, fornendo tutte le informazioni rilevanti sui processi aziendali.
  2. Formazione continua
    Assicurarsi che tutti i lavoratori ricevano una formazione adeguata sui rischi specifici e sulle misure di prevenzione.
  3. Verifiche periodiche
    Effettuare controlli regolari sul DVR per garantire che rimanga aggiornato e conforme alle normative.
  4. Consulenza specializzata
    Affidarsi a professionisti esperti in sicurezza sul lavoro per ricevere supporto nella gestione degli obblighi normativi.

Come garantire la conformità e tutelarsi

  1. La sicurezza sul lavoro è una responsabilità non delegabile per il datore di lavoro. Affidarsi passivamente a un DVR redatto da terzi espone a rischi legali, economici e reputazionali. Al contrario, una gestione proattiva della sicurezza, basata su una verifica attenta e su una collaborazione efficace con l’RSPP, può fare la differenza, proteggendo i lavoratori e garantendo la continuità aziendale.

    Imprenditori, non aspettate che un controllo o un incidente vi colga impreparati. Investire oggi nella sicurezza significa tutelare il futuro della vostra azienda.

Alla prossima!

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Ispezioni a tappeto: un terzo delle aziende irregolari. Sei sicuro che la tua attività sia in regola?

Oggi parliamo di una realtà che riguarda molte attività: i controlli dell’Ispettorato del Lavoro, che hanno portato alla luce gravi carenze in tema di sicurezza e presenza di lavoro irregolare in diverse aziende.

Secondo un recente articolo,riportato dal giornale “LA STAMPA”, circa un terzo delle aziende del Torinese sottoposte a ispezioni sono risultate irregolari. Un dato allarmante che evidenzia la mancanza di adeguate misure di sicurezza e la presenza di lavoro in nero. Su 21 attività controllate, sette sono state sanzionate con una multa totale di 40.000 euro.

Parliamo di aziende del settore della ristorazione e servizi, come bar e ristoranti, ma anche di cantieri. Le principali violazioni? Mancanza di documentazione inerente la sicurezza sul lavoro, installazione di impianti di videosorveglianza senza autorizzazione e impiego di lavoratori in nero .  Questi controlli si stanno intensificando su tutta italia, a causa delle recenti e tragiche morti sul lavoro.”

Oggi primo Novembre 2024 entra in vigore la patente a punti in edilizia, dove vengono richiesti i requisiti minimi sulla sicurezza sul lavoro a tutte le imprese edili. Pertanto anche il mondo alberghiero è sottoposto allo stesso trattamento, perché le ispezioni dell’ispettorato del lavoro hanno rilevato l’assenza del Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione, in ragione di ciò, il datore di lavoro ha risposto penalmente per la mancata nomina.

Ma Chi è l’RSPP e a cosa serve?

  • Una figura fondamentale per la sicurezza di tutte le aziende.
  • Viene nominato dal datore di lavoro per gestire la sicurezza in azienda.
  • Collabora nella stesura redazione del Documento Valutazione dei Rischi
  • Monitora e aggiorna il DVR in caso di modifiche aziendali
  • Individuare e prevenire nuovi fattori di rischio
  • Definisce le misure di sicurezza e igiene secondo la legge
  • Redige le procedure di sicurezza e propone programmi di formazione per i lavoratori
  • Collaborare con medico e RLS per la sicurezza del team
  • L’RSPP non ha responsabilità penale diretta in caso di infortuni, a meno che non vi sia una grave negligenza.
  • Inoltre, deve sempre segnalare al datore di lavoro ogni criticità riscontrata collaborando attivamente nella gestione dei rischi aziendali.

Ma cosa ci insegnano questi dati?

Come imprenditore non puoi permetterti di assumerti  il rischio di subire pesanti sanzioni, ma si evidenzia ormai la necessità di soddisfare almeno i requisiti minimi  sulla sicurezza sul lavoro per poter tenere un’azienda aperta. 

Oggi tutte le aziende, fanno fatica ad avere un flusso di cassa per pagare gli stipendi, i costi fissi e il costo delle materie prime.

Aggiungere ulteriori rischi quando ogni mattina si apre bottega, non è una grande strategia di mercato vincente nel lungo periodo.

Se sei un imprenditore, ti consiglio di non aspettare l’arrivo di un controllo, ma di fare il possibile per garantire che la tua attività sia conforme alle normative. Affidarsi a un consulente esperto in materia di sicurezza può fare la differenza: per evitare sanzioni, tutelare i lavoratori e proteggere il tuo business. 

 

 

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Il costo nascosto del mancato rispetto della sicurezza nei cantieri edili

Caro Imprenditore Edile,

Immagina uno scenario che, purtroppo, si ripete con preoccupante frequenza in Italia: sei in cantiere, tutto sembra procedere come al solito, ma improvvisamente arriva un controllo a sorpresa da parte dei carabinieri e degli ispettori del lavoro. In pochi minuti, il tuo cantiere viene messo sotto esame. Verificano documenti, intervistano i lavoratori, controllano la conformità delle attrezzature. Il verbale arriva rapido e implacabile: violazioni su più fronti, dalla mancata formazione dei lavoratori alla non conformità del Piano Operativo di Sicurezza (POS).

 

Il risultato?

 

Sanzioni per decine di migliaia di euro, la sospensione temporanea dei lavori e, ancora peggio, la macchia indelebile di una denuncia.

 

Non è ovviamente un fatto inventato, ma è successo  recentemente, in provincia di Avellino al Comune di Lauro, sei persone sono state denunciate per gravi inadempienze in materia di sicurezza sul lavoro. Le ispezioni hanno evidenziato carenze che vanno dalla mancata formazione dei dipendenti, alla presenza di lavoratori non regolarmente assunti, fino all’assenza della nomina del coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione.

Cosa ha comportato un’approccio al lavoro di questo tipo?

Sanzioni che hanno superato i 50.000 euro e lavori sospesi fino al ripristino di tutte le condizioni minime di sicurezza.

 

Qual è  il prezzo del disinteresse?

 

Ogni imprenditore edile sa quanto sia importante rispettare le normative, ma non tutti ne comprendono davvero le conseguenze economiche e reputazionali. La mancata osservanza delle normative di sicurezza non solo espone i lavoratori a rischi inaccettabili, ma può anche devastare la tua attività. Una sola sanzione può rappresentare la differenza tra un cantiere profittevole e uno che ti trascina nel baratro delle perdite economiche. Non si tratta solo di soldi: il danno reputazionale può allontanare clienti e ridurre le opportunità di lavoro future. E quel che è peggio, c’è il rischio sempre presente di incidenti che potrebbero segnare per sempre la vita di una persona.

 

Le conseguenze del non agire immediatamente

 

Le violazioni emerse nei cantieri di Avellino sono solo la punta dell’iceberg. Non avere un Piano Operativo di Sicurezza adeguato, non formare i tuoi lavoratori sui rischi specifici, e trascurare la nomina di un coordinatore per la sicurezza sono errori che potrebbero costarti caro, molto più di quanto tu possa immaginare. Ogni imprenditore che sceglie di ignorare queste regole sta mettendo in pericolo non solo i suoi lavoratori, ma anche il futuro della sua azienda.

 

La sicurezza: Un Investimento che protegge la tua Impresa

 

Non è mai troppo tardi per prendere le redini della sicurezza nel tuo cantiere. La conformità alle normative di sicurezza sul lavoro non dovrebbe essere vista come un costo inutile, o come una perdita di tempo, ma come un investimento essenziale per la sopravvivenza e il successo a lungo termine della tua impresa. Un ambiente di lavoro sicuro è il miglior biglietto da visita che puoi offrire ai tuoi clienti e alle autorità.

 

Attivati subito e non attendere ancora ….

 

I controlli continueranno e le sanzioni saranno inevitabili per chi non si conforma. Ma tu hai il potere di cambiare le cose. Prendi in mano la sicurezza nel tuo cantiere, forma i tuoi lavoratori, e assicurati che ogni normativa sia rispettata alla lettera. Non permettere che una semplice negligenza del tuo Preposto alla sicurezza, o capo squadra, possa mettere in ginocchio tutto quello che hai costruito con tanto impegno.

La sicurezza sul lavoro non è solo un obbligo di legge, è un dovere morale e un investimento per il futuro della tua azienda.

 

 

Scrivici subito su [email protected] per mettere a norma la tua azienda.

 

Ci vediamo alla prossima

 

Fabio

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L’importanza della Sicurezza e Igiene Alimentare nelle aziende vinicole: Un esempio di eccellenza

Evento vinicolo Tramonti DiVini

Nel mondo della ristorazione, ogni dettaglio conta. Non si tratta solo di offrire un’esperienza culinaria eccezionale, ma anche di garantire che ogni fase del servizio, dalla preparazione alla presentazione, rispetti i più alti standard di sicurezza e igiene alimentare. Questo è un aspetto fondamentale, non solo per proteggere la salute dei clienti, ma anche per valorizzare il lavoro di chi opera nel settore, soprattutto in contesti come quelli vinicoli.

L’evento “TraMonti DiVini” organizzato dall’Associazione 99 battiti, realizzato nel cuore del centro storico dell’Aquila e recentemente concluso, rappresenta un esempio perfetto di come la combinazione tra cultura enogastronomica e attenzione alla sicurezza alimentare possa creare un’esperienza indimenticabile per il pubblico. Durante queste serate, il vino abruzzese, in particolare il Cerasuolo e i vini rosati, è stato protagonista non solo per la sua qualità, ma anche per l’eccellente organizzazione che ha garantito un ambiente sicuro e accogliente.

In questa fase Fabio Di Bartolomeo e il suo staff hanno prestato il loro servizio sotto il profilo della documentazione tecnica per la sicurezza alimentare e il Piano di Emergenza ed Evacuazione per l’evento, prendendo il parere favorevole del SUAP e delle ASL, preoccupandosi anche di reperire gli addetti alle emergenze insieme all’ambulanza.

Immaginate la scena: una piazza elegante come quella di Chiarino, trasformata in un salotto a cielo aperto, dove le persone si sono ritrovate a chiacchierare serenamente, con un calice di vino in mano, mentre i bambini giocavano tranquillamente. Questo quadro idilliaco è stato reso possibile non solo dalla bellezza del luogo e dalla qualità dei vini, ma anche dall’impegno degli organizzatori nell’applicare rigorose misure di igiene e sicurezza.

L’attenzione ai dettagli è stata evidente in ogni aspetto dell’evento, dalla selezione delle cantine partecipanti alla gestione delle degustazioni. Ogni bicchiere, ogni bottiglia, ogni spazio condiviso è stato gestito con cura, seguendo protocolli rigorosi che hanno permesso ai partecipanti di godersi le serate senza preoccupazioni. Questo approccio non è solo una questione di rispetto delle normative, ma una vera e propria filosofia che mette al centro la sicurezza e il benessere dei clienti.

Per gli imprenditori della ristorazione, questo è un esempio da seguire. In un settore in cui la reputazione è tutto, investire nella sicurezza e nell’igiene alimentare non è solo un dovere, ma un’opportunità per distinguersi e guadagnare la fiducia dei clienti. Un evento come “TraMonti DiVini” dimostra che è possibile unire tradizione e innovazione, garantendo al contempo un’esperienza sicura e piacevole.

Nel contesto attuale, caratterizzato da crescenti preoccupazioni per la salute pubblica, le aspettative dei consumatori in termini di sicurezza alimentare sono più alte che mai. Essere all’avanguardia in questo campo non solo protegge i clienti, ma rafforza anche la posizione del proprio business sul mercato. L’esempio delle cantine abruzzesi che hanno partecipato a “TraMonti DiVini” dimostra che l’eccellenza nella sicurezza e nell’igiene può andare di pari passo con l’eccellenza enologica.

 

Cari imprenditori della ristorazione, seguite questo esempio: fate della sicurezza e dell’igiene alimentare una priorità assoluta. Non si tratta solo di rispettare le leggi, ma di creare un ambiente in cui i vostri clienti possano sentirsi accolti e protetti, così come accaduto a L’Aquila. Così facendo, non solo contribuirete al benessere della vostra clientela, ma darete anche un contributo significativo alla valorizzazione della vostra azienda che costruirà nel tempo un Brand sempre più forte sul mercato.

Se vuoi essere una delle prossime aziende ad entrare a far parte di questo esempio di circolo esclusivo non devi fare altro che scriverci su: [email protected]

Allora non devi fare altro che guardare il video gratuito qui sotto e iniziare a far parte delle nuove aziende che voglio aprirsi un nuovo mercato.

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Lavoro e rischi da calore nei cantieri: scopri come evitare sanzioni da 158.000 euro! Ecco la guida per gli imprenditori.

Caro Imprenditore,

Immagina questa scena: un ispettore del lavoro arriva improvvisamente nella tua azienda. Inizia a controllare la documentazione, esamina i tuoi cantieri, verifica che tutti i protocolli di sicurezza siano rispettati. Qualche minuto dopo, ricevi una notifica di sanzione che ammonta a decine di migliaia di euro, e ti viene comunicato che la tua attività è sospesa fino a nuovo ordine. Il cuore ti batte forte, e nella tua mente inizia a formarsi una domanda angosciante: “Come siamo arrivati a questo punto?”.

Questa non è solo una fantasia, è la realtà che molti imprenditori stanno affrontando in Italia. I recenti controlli condotti dall’Ispettorato del Lavoro a Bologna sono un chiaro esempio di quanto le autorità stiano intensificando le verifiche per garantire il rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, soprattutto in settori ad alto rischio come quello edile e agricolo.

Nella prima metà di agosto 2024, ben 36 aziende sono state ispezionate, con esiti preoccupanti: 18 sanzioni per non aver adottato misure adeguate a prevenire il rischio da calore e altre 13 per ulteriori violazioni in materia di sicurezza sul lavoro.

 Il risultato? Oltre 158.000 euro di multe emesse in soli dieci giorni.

Ti senti minacciato delle sanzioni e della sospensione dell’attività.

Se stai leggendo queste righe, probabilmente sei consapevole dei rischi a cui la tua azienda è esposta se non rispetti le normative vigenti. Le sanzioni non solo rappresentano un danno economico significativo, ma possono anche mettere in ginocchio la tua attività, costringendoti a sospendere le operazioni fino a quando non avrai risolto tutte le irregolarità. Nel settore edile, ad esempio, il 70% delle aziende ispezionate ha mostrato profili di irregolarità, con conseguente sospensione dei lavori per molte di esse.

Questo scenario spaventoso potrebbe diventare la tua realtà se non agisci in modo proattivo per garantire che la tua azienda sia completamente conforme alle normative. Ma c’è una buona notizia: con la giusta strategia e l’aiuto di un consulente esperto in sicurezza sul lavoro, puoi evitare questi problemi e proteggere la tua attività da qualsiasi minaccia.

Perché la conformità normativa e il rispetto della sicurezza sul lavoro è l’assicurazione a vita per la tua azienda in italia.

Prima di entrare nel vivo delle soluzioni, è importante comprendere perché la conformità normativa è fondamentale per la tua azienda. Non si tratta solo di evitare sanzioni. La sicurezza sul lavoro è una responsabilità sociale e morale. Garantire un ambiente di lavoro sicuro e salubre per i tuoi dipendenti non solo protegge loro, ma tutela anche te e il futuro della tua azienda.

La normativa italiana in materia di sicurezza sul lavoro è complessa e in continua evoluzione. Spesso, gli imprenditori si trovano a navigare in un mare di leggi e regolamenti che possono sembrare opprimenti e difficili da interpretare. Tuttavia, la mancata osservanza di queste normative può portare a conseguenze devastanti, come le emorragie di denaro non previste dal tuo business plan.

Prendiamo come esempio la gestione del rischio da calore. Durante i mesi estivi, lavorare all’aperto può diventare estremamente pericoloso, specialmente in settori come l’edilizia e l’agricoltura. Se non vengono adottate misure preventive adeguate, i dipendenti possono soffrire di gravi problemi di salute, che possono culminare in malesseri o infortuni sul lavoro. In situazioni estreme, queste condizioni possono anche essere fatali.

Le autorità italiane, come dimostrato dagli eventi di Bologna, stanno adottando un approccio sempre più severo per garantire che le aziende rispettino le normative sulla sicurezza. Questo significa che gli imprenditori devono essere sempre all’erta e pronti a dimostrare che le loro attività sono conformi alle leggi in vigore.

Lezione da imparare dall’operazione Bologna: Un campanello d’allarme per gli Imprenditori

L’Operazione degli ispettori a Bologna,  ha portato all’emissione di oltre 158.000 euro di multe in soli dieci giorni, è un chiaro segnale di avvertimento per tutti gli imprenditori. Le autorità non solo verificano che le operazioni si fermino durante le ore più calde della giornata, ma controllano anche che esista un piano operativo di sicurezza dettagliato e che vengano attuate tutte le misure di prevenzione e protezione richieste.

Quindi, cosa puoi fare per evitare che la tua azienda diventi il prossimo bersaglio?

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  • Conosci la legge e mantieniti aggiornato

Il primo passo per proteggere la tua azienda è conoscere la legge. Questo può sembrare ovvio, ma molte aziende cadono in trappole legali semplicemente perché non sono aggiornate sulle normative vigenti. La legislazione in materia di sicurezza sul lavoro è in continua evoluzione, e nuove regole possono essere introdotte in qualsiasi momento.

Un esempio recente è l’ordinanza emessa dalla Regione Emilia-Romagna, che impone uno stop dei lavori nelle ore più calde della giornata per prevenire i rischi da calore. Non rispettare questa ordinanza significa mettere a rischio la salute dei tuoi dipendenti e la stabilità della tua azienda.

Per essere sempre aggiornato, considera l’idea di collaborare con un consulente esperto in sicurezza sul lavoro. 

Un professionista del settore può aiutarti a comprendere le normative in vigore, adattarle alla tua azienda e implementare le misure necessarie per garantire la conformità.

 

  • Valutazione dei rischi e piano operativo di sicurezza

Una delle principali cause di sanzioni è la mancanza di un piano operativo di sicurezza adeguato. Questo documento non è solo una formalità, ma uno strumento essenziale per garantire la sicurezza dei tuoi dipendenti e proteggere la tua azienda dalle sanzioni.

Un piano operativo di sicurezza deve essere dettagliato e specifico per le esigenze della tua azienda. Deve includere tutte le misure di prevenzione e protezione necessarie per affrontare i rischi connessi al lavoro, come le ondate di calore, i pericoli legati all’uso di macchinari, le cadute dall’alto nei cantieri edili e così via.

Ricorda che un piano operativo di sicurezza non è un documento statico. Deve essere rivisto e aggiornato regolarmente per riflettere eventuali cambiamenti nelle condizioni di lavoro o nelle normative vigenti. Ancora una volta, un consulente esperto può essere di grande aiuto in questo processo, assicurandosi che il tuo piano sia sempre conforme e aggiornato.

  1. Formazione e sensibilizzazione del personale

Anche il piano operativo di sicurezza più dettagliato e ben redatto sarà inutile se i tuoi dipendenti non sono adeguatamente formati e consapevoli dei rischi. La formazione del personale è un elemento cruciale nella prevenzione degli infortuni sul lavoro e nella protezione della tua azienda dalle sanzioni.

Ogni dipendente deve essere formato sulle procedure di sicurezza, sulle misure di prevenzione e su come comportarsi in caso di emergenza. Questo è particolarmente importante in settori ad alto rischio come l’edilizia, dove anche un piccolo errore può avere conseguenze gravi.

Inoltre, la formazione deve essere continua. Le normative e le condizioni di lavoro possono cambiare, e i tuoi dipendenti devono essere sempre pronti ad affrontare nuove sfide. Assicurati di organizzare sessioni di formazione regolari e di aggiornare il personale su qualsiasi cambiamento nelle procedure di sicurezza.

  • Monitoraggio e controllo costante

La prevenzione è la chiave per evitare sanzioni e proteggere la tua azienda. Tuttavia, non puoi fare affidamento solo sulla formazione e sui piani operativi di sicurezza. È fondamentale implementare un sistema di monitoraggio e controllo continuo per garantire che tutte le misure di sicurezza siano effettivamente messe in pratica.

Un consulente esperto in sicurezza sul lavoro potrà aiutarti a trovare una soluzione

Ad esempio, nel caso del rischio da calore, è importante monitorare regolarmente le condizioni meteorologiche e assicurarsi che i lavori si fermino effettivamente durante le ore più calde della giornata. Inoltre, è necessario verificare che i dipendenti abbiano accesso a tutte le misure di protezione, come acqua fresca, abiti leggeri e pause in zone ombreggiate.

Un sistema di controllo interno ben strutturato ti aiuterà a individuare eventuali problemi prima che diventino gravi e a correggerli tempestivamente. Questo non solo ridurrà il rischio di sanzioni, ma contribuirà anche a creare un ambiente di lavoro più sicuro e produttivo.

  1. Collaborazione con esperti di sicurezza

La sicurezza sul lavoro è un campo complesso e in continua evoluzione, e nessun imprenditore può gestirlo da solo. Collaborare con esperti del settore è essenziale per garantire che la tua azienda sia sempre conforme alle normative e che i tuoi dipendenti lavorino in un ambiente sicuro.

Un consulente esperto in sicurezza sul lavoro può offrirti una serie di servizi, tra cui:

  • Valutazione dei rischi specifici della tua azienda
  • Redazione e aggiornamento del piano operativo di sicurezza
  • Formazione del personale
  • Monitoraggio e controllo continuo delle misure di sicurezza
  • Assistenza durante le ispezioni delle autorità

Non aspettare che sia troppo tardi. Agire proattivamente per garantire la conformità della tua azienda alle normative vigenti è l’unico modo per evitare sanzioni e proteggere la tua attività. Ricorda che ogni euro investito nella sicurezza sul lavoro è un euro risparmiato in potenziali multe e costi legali.

Prendi il controllo della sicurezza nella tua azienda ADESSO!

La sicurezza sul lavoro non è solo una questione legale, è una responsabilità morale e un investimento per il futuro della tua azienda. Le sanzioni e la sospensione delle attività possono avere un impatto devastante, ma sono del tutto evitabili se adotti le giuste misure di prevenzione.

Non lasciare che la tua azienda diventi il prossimo esempio di irregolarità, come nel caso delle aziende di Bologna.

Prendi il controllo della sicurezza oggi stesso e proteggi la tua attività dalle sanzioni e dai rischi. Contatta un consulente esperto in sicurezza sul lavoro e inizia a costruire un ambiente di lavoro sicuro e conforme alle normative.

Contattaci subito su: [email protected]

La sicurezza è nelle tue mani. Agisci ora, prima che sia troppo tardi.

Alla prossima

Fabio

 

 

 

Fonte: Il resto del Carlino

Lavoro e rischi da calore nei cantieri: scopri come evitare sanzioni da 158.000 euro! Ecco la guida per gli imprenditori. Leggi tutto »

Come evitare multe e sanzioni nelle strutture alberghiere

Caso studio di Rimini: Operazione "Free job"

Immagina di svegliarti un giorno e scoprire che la tua attività, costruita con anni di duro lavoro, è improvvisamente minacciata da pesanti sanzioni legali. Questo è esattamente ciò che è accaduto a diverse strutture alberghiere lungo la riviera romagnola, coinvolte in un’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza di Rimini. L’operazione, denominata “Free Job”, ha messo in luce violazioni gravi della normativa sul lavoro, con conseguenze devastanti per le imprese coinvolte.

Questo articolo è una guida pratica per evitare che la tua azienda cada nelle stesse trappole.

In cosa consiste L'Operazione Free Job - Un caso di studio di concorrenza sleale

Nel corso della stagione estiva del 2022, i militari della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Rimini hanno avviato un’indagine su sei strutture alberghiere dislocate lungo la riviera romagnola e una settima a San Martino di Castrozza. L’inchiesta si è concentrata su due società, con sedi legali rispettivamente a Potenza e Roma, che somministravano lavoratori senza la necessaria autorizzazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Quello che sembrava essere un sistema legale e regolare, si è rivelato una rete di somministrazione abusiva di manodopera, coinvolgendo ben 444 lavoratori irregolari, di cui 40 completamente in nero.

 

Queste imprese, invece di assumere direttamente i lavoratori o utilizzare agenzie autorizzate, si affidavano a un sistema che violava apertamente la normativa sul lavoro. Questo comportamento non solo metteva a rischio la stabilità economica delle strutture alberghiere coinvolte, ma costituiva anche una grave forma di concorrenza sleale nei confronti delle aziende che operano in modo corretto.

Ecco a te le conseguenze legali di una gestione irresponsabile della forza lavoro

La somministrazione abusiva di manodopera non è un semplice errore amministrativo. È un reato grave, che porta con sé conseguenze legali ed economiche devastanti. Nel caso dell’operazione Free Job, le sanzioni riportate ai trasgressori ammontavano a oltre 292.000 euro. Questi costi, che avrebbero potuto essere evitati con una gestione corretta delle risorse umane, hanno messo a repentaglio la sopravvivenza stessa delle imprese coinvolte.

 

Oltre alle sanzioni, le imprese si sono trovate a dover fronteggiare anche indagini fiscali approfondite, che hanno rivelato ulteriori violazioni. In particolare, due delle società coinvolte sono risultate essere “evasori totali”, con redditi non dichiarati per circa 600.000 euro e imposte non versate per oltre 300.000 euro. Questo ha comportato ulteriori sanzioni e l’avvio di procedimenti penali, con possibili conseguenze a lungo termine per gli amministratori delle società.

Perché la conformità normativa è Fondamentale per la Tua Azienda?

La gestione della forza lavoro è una delle responsabilità più importanti per un imprenditore. Non solo perché influisce direttamente sulla produttività e sulla qualità del servizio offerto, ma anche perché il mancato rispetto delle normative può mettere a rischio l’intera attività. La normativa sul lavoro in Italia è complessa e in continua evoluzione, e richiede un’attenzione costante per garantire che l’azienda operi sempre nel rispetto della legge.

 

Un imprenditore responsabile deve essere consapevole delle proprie obbligazioni legali e deve adottare tutte le misure necessarie per evitare violazioni. Questo significa non solo assumere lavoratori in modo regolare, ma anche assicurarsi che le eventuali agenzie di somministrazione utilizzate siano autorizzate e operino nel rispetto della legge.

L’utilizzo di sistemi di somministrazione abusiva non solo espone l’azienda a pesanti sanzioni, ma mette anche a rischio la sua reputazione e la fiducia dei clienti.

Cosa si può imparare dall'Operazione Free Job?

L’operazione Free Job offre una serie di lezioni importanti per gli imprenditori del settore turistico-alberghiero. La prima è che la conformità normativa  sotto il profilo contrattualistico per la somministrazione del lavoro regolare non è un’opzione, ma una necessità per sopravvivere.

 Operare in modo legale e trasparente è l’unico modo per garantire la sostenibilità a lungo termine della tua azienda. La seconda lezione è che la scelta dei partner commerciali fa la differenza sul mercato.

Affidarsi a società che operano al di fuori della legge può portare a gravi conseguenze legali ed economiche e non faccio esagerazioni se dico che ti porta a chiudere.

 

Un’altra lezione importante riguarda la gestione delle risorse umane. I lavoratori sono il cuore pulsante di ogni azienda, e il loro trattamento deve essere sempre corretto e rispettoso delle normative vigenti. Questo non solo per evitare sanzioni, ma anche per garantire un ambiente di lavoro sereno e produttivo.

Ma soprattutto le risorse umane vanno addestrate e formate dal punto di vista professionale e da tutto /ciò che prevede il Testo Unico della Sicurezza sul lavoro, il Dlgs 81/08.

 

Quindi, come si protegge l’ Azienda dalle violazioni normative?

Cosa si può imparare dall'Operazione Free Job?

La prevenzione è la chiave per evitare problemi legali.

Come imprenditore, ci sono diverse strategie che puoi adottare per proteggere la tua azienda dalle violazioni normative. Ecco alcune delle più importanti:

 

  1. Assicurati di conoscere la legge attraverso un buon commercialista e un consulente esperto in materia di sicurezza sul lavoro: Mantieniti aggiornato sulle normative vigenti e su eventuali cambiamenti. Questo ti permetterà di evitare errori e di operare sempre nel rispetto della legge.
  1. Scegli partner affidabili: Verifica sempre che le agenzie di somministrazione o i fornitori di servizi con cui collabori siano autorizzati e operino nel rispetto della normativa. Un controllo accurato può evitare gravi conseguenze legali.
  1. Forma il tuo personale: Assicurati che il tuo team sia adeguatamente formato sulle normative vigenti e sulle procedure da seguire. Un personale informato è una risorsa preziosa per garantire la conformità aziendale
 
 

Per questo seguimi sul canale YouTube : Sistema Struttura Sicura, l’unico sistema che è in grado di blindare la tua azienda dalle sanzioni dell’igiene alimentare e della sicurezza sul lavoro.

 

 

  1. Implementa i Sistemi di Controllo Interno: Adotta procedure interne per monitorare costantemente la conformità della tua azienda. Questo ti permetterà di individuare e risolvere eventuali problemi prima che diventino gravi. Fatti consigliare da un bravo consulente nel settore, oppure contattaci su : [email protected]
  1. Consulta Esperti: Se hai dubbi o necessità di assistenza, non esitare a consultare esperti in materia di diritto del lavoro e normativa fiscale. Un consiglio professionale può fare la differenza tra una gestione aziendale corretta e una potenzialmente disastrosa.
  • Quale è il ruolo della Tecnologia nella gestione della conformità normativa
 
 

Oggi, la tecnologia offre strumenti potenti per aiutare le aziende a gestire la conformità normativa. Software di gestione delle risorse umane, sistemi di monitoraggio delle presenze e delle attività, e piattaforme di gestione documentale possono semplificare notevolmente il lavoro degli imprenditori. L’utilizzo di questi strumenti può aiutare a garantire che tutte le operazioni siano svolte in modo trasparente e nel rispetto della legge.

 

Inoltre, la digitalizzazione dei processi aziendali consente un accesso rapido e preciso a tutte le informazioni necessarie per dimostrare la conformità in caso di controlli da parte delle autorità. Questo riduce il rischio di sanzioni e garantisce una maggiore tranquillità per l’imprenditore.

Appunto per questo è nato il Sistema Struttura Sicura, l’unico software in Italia in grado di coprirti da ogni sanzione prevista dallo stato Italiano per tutti gli adempimenti normativi inerenti la sicurezza sul lavoro e la sicurezza alimentare

Testimonianze e Case Studies

Nel corso degli anni, molte aziende hanno affrontato situazioni simili a quelle emerse dall’operazione Free Job. Alcune di queste hanno imparato dai propri errori e hanno adottato misure correttive che le hanno portate a diventare esempi di eccellenza nella gestione della conformità normativa. In questo capitolo, presenteremo alcune di queste storie di successo, con l’obiettivo di ispirare e guidare gli imprenditori verso una gestione aziendale più responsabile e conforme.

In sintesi:  La conformità normativa come vantaggio competitivo

Essere conformi alla normativa sul lavoro non è solo un obbligo legale, ma anche un vantaggio competitivo.

Un’azienda che opera in modo trasparente e nel rispetto della legge è un’azienda che gode della fiducia dei clienti, dei dipendenti e delle autorità. Questo si traduce in una maggiore stabilità, in una migliore reputazione e, in ultima analisi, in un maggiore successo sul mercato.

LE RECENSIONI POSITIVE NON TARDERANNO AD ARRIVARE ed oggi fa tutta la differenza sul mercato

Caro imprenditore, non lasciare che la tua azienda diventi un altro caso di studio negativo.

Investi nella conformità normativa, scegli partner affidabili, e adotta le migliori pratiche nella gestione delle risorse umane. In questo modo, non solo proteggerai la tua attività dalle sanzioni, ma garantirai anche un futuro prospero e sicuro per te e per i tuoi collaboratori.

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Alla prossima!

Fabio

Come evitare multe e sanzioni nelle strutture alberghiere Leggi tutto »

Guida al Decreto Legislativo 103/2024: Migliora la sicurezza sul lavoro

Guida al Decreto Legislativo 103/2024: Migliora la Sicurezza sul Lavoro

Caro Imprenditore,

 

Nel tumultuoso panorama delle normative aziendali, il Decreto Legislativo 103/2024 si erge come un faro di cambiamento e semplificazione. Se stai cercando di mettere in regola la tua azienda e di difenderti dalle sanzioni dello stato, questo decreto potrebbe essere la chiave per trasformare non solo il tuo approccio alla sicurezza sul lavoro, ma anche la gestione complessiva della tua impresa.

 

Questa guida dettagliata ti fornirà una panoramica approfondita delle novità introdotte dal D.Lgs. 103/2024 e ti illustrerà come sfruttare al meglio queste modifiche per ottimizzare la tua attività e ridurre i rischi di sanzioni.

Il Nuovo Scenario: Decreto Legislativo 103/2024

Il Decreto Legislativo 103/2024, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 2 agosto 2024, rappresenta un significativo passo verso la semplificazione dei controlli sulle attività economiche. Questo decreto nasce dalla legge 5 agosto 2022, n. 118, con l’obiettivo di ridurre il carico burocratico e migliorare l’efficacia dei controlli, favorendo la ripresa e il rilancio delle attività economiche.

 

Ma cosa significa concretamente per te, come imprenditore?

 

Ecco una panoramica delle principali novità e come queste potrebbero influenzare la tua azienda.

1. La Semplificazione dei Controlli: Un’Opportunità per la tua Azienda

Il D.Lgs. 103/2024 introduce un approccio più mirato e meno invasivo ai controlli. Questo è un cambiamento fondamentale che potrebbe alleggerire il carico burocratico e ottimizzare il processo di ispezione.

 

 Ecco alcuni punti chiave:

 

– Riduzione della frequenza dei controlli: Le imprese classificate come a rischio basso saranno sottoposte a controlli ordinari non più di una volta all’anno. Questo significa meno interruzioni e una maggiore tranquillità per la tua attività.

– Esonero dai controlli ripetuti: Se il controllo conferma la tua conformità, sarai esonerato dai successivi controlli per un periodo di dieci mesi. Questo rappresenta un’importante opportunità per ridurre il tempo e le risorse dedicate agli adempimenti burocratici.

2. Identificazione e gestione del rischio: Un nuovo paradigma

Uno dei cambiamenti più significativi introdotti dal decreto è il sistema di identificazione e gestione del rischio. Questo nuovo approccio offre una maggiore flessibilità e premia le aziende che dimostrano un impegno verso la sicurezza e la compliance.

 

Sistema di rischio basso: Il decreto prevede la creazione di un sistema di identificazione del rischio su base volontaria. Le imprese che ottengono un Report certificativo di rischio basso potranno beneficiare di una riduzione dei controlli. Questo report è basato su norme tecniche e prassi di riferimento elaborate dall’Ente Nazionale Italiano di Unificazione (UNI).

 

Certificazione e validità: Le norme tecniche o prassi di riferimento sono approvate dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy. Una volta ottenuto il Report di rischio basso, sarai in grado di dimostrare il tuo impegno verso la sicurezza in modo tangibile e ufficiale.

3. Commenti e critiche: Cosa dicono le Parti Sociali

Nonostante le buone intenzioni del D.Lgs. 103/2024, ci sono critiche e preoccupazioni da parte delle parti sociali.

 Alcuni punti salienti includono:

– Centralizzazione dei Controlli: Le critiche puntano sulla centralizzazione degli atti di verifica, che potrebbe trascurare il ruolo delle strutture locali come le ASL, particolarmente competenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

– Rischi per la Compliance: Alcuni esperti temono che la riduzione dei controlli possa diminuire ulteriormente la compliance aziendale, specialmente in un contesto già problematico per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

 

4. Le novità nel procedimento di controllo: Cosa cambia per te

Il D.Lgs. 103/2024 apporta diverse modifiche significative ai principi generali del controllo, che meritano una considerazione approfondita:

 

– Principi di fiducia e proporzionalità: Il nuovo decreto enfatizza la fiducia nella gestione e trasparenza delle amministrazioni, riducendo le richieste documentali e minimizzando il sacrificio organizzativo per le aziende controllate.

 

– Divieto di Ispezioni multiple: È vietato effettuare due o più ispezioni diverse contemporaneamente senza accordo preventivo tra le amministrazioni. Questo riduce il rischio di duplicazioni e interferenze tra le ispezioni.

5. La Nota INL: Indirizzi Operativi per le Ispezioni

La Nota n. 1357 dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) del 31 luglio 2024 fornisce indicazioni operative essenziali per l’applicazione del decreto:

 

– Fascicolo Informatico di Impresa: Le amministrazioni dovranno consultare e aggiornare il fascicolo informatico di impresa, tenuto dalle Camere di commercio, per evitare duplicazioni e sovrapposizioni nei controlli.

 

– Violazioni Sanabili e Diffida: Il decreto introduce l’istituto della diffida amministrativa per violazioni sanabili. In caso di ottemperanza, il procedimento sanzionatorio può estinguersi limitatamente alle inosservanze sanate.

6. Come prepararsi e cosa fare

Il D.Lgs. 103/2024 offre un’opportunità unica per ottimizzare la gestione della sicurezza sul lavoro e ridurre il rischio di sanzioni. Tuttavia, è essenziale prepararsi adeguatamente per sfruttare al meglio queste modifiche.

 

– Aggiorna la tua Documentazione: Assicurati che tutta la tua documentazione relativa alla sicurezza e alla conformità sia aggiornata e conforme alle nuove normative.

 

– Richiedi il report di rischio basso: Considera di ottenere un Report di rischio basso per beneficiare delle riduzioni sui controlli e dimostrare il tuo impegno verso la sicurezza.

 

– Collabora con le autorità: Mantieni una comunicazione aperta e proattiva con le autorità di controllo e assicurati di comprendere appieno le nuove procedure e obblighi.

 

In conclusione, il Decreto Legislativo 103/2024 rappresenta una chance significativa per semplificare la gestione della tua azienda e migliorare la tua posizione nei confronti delle normative sulla sicurezza sul lavoro. Adotta questi cambiamenti con attenzione e preparazione per garantire che la tua azienda non solo soddisfi i requisiti legislativi, ma si posizioni come un modello di eccellenza e conformità.

 

Per ulteriori dettagli su come implementare queste novità nella tua azienda, contattaci per una consulenza personalizzata.

 

Alla prossima

 

Fabio

 

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Decreto Legislativo 103/2024: Vantaggi e opportunità per la sicurezza sul lavoro

Prime indicazioni operative per gli imprenditori

Decreto legislativo 12 luglio 2024 n. 103 - Prime indicazioni operative per gli imprenditori

Cari Imprenditori,

 

Siamo lieti di presentarvi le novità introdotte dal Decreto Legislativo n. 103/2024, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 167 del 18 luglio 2024, che è entrato in vigore il  2 agosto. Questo decreto rappresenta un importante passo avanti nella semplificazione dei controlli sulle attività economiche, in linea con la delega al Governo prevista dall’articolo 27, comma 1, della legge n. 118/2022.

 

Ma qual è l’Ambito di applicazione?

 

Il decreto si applica ai controlli amministrativi sulle attività economiche svolti dalle pubbliche amministrazioni, inclusi gli interventi dell’Ispettorato nazionale del lavoro. Una delle novità più rilevanti è l’introduzione della “diffida amministrativa”, un invito a sanare le violazioni riscontrate prima della contestazione formale. Questo strumento si distingue dalla diffida prevista dall’articolo 13 del D.Lgs. n. 124/2004 e mira a prevenire e correggere le infrazioni in modo più flessibile.

 

Semplificazione degli adempimenti amministrativi

 

L’articolo 2 del decreto prevede una serie di misure per semplificare gli adempimenti amministrativi, con l’obiettivo di eliminare sovrapposizioni e duplicazioni nei controlli. Tra le iniziative più significative vi sono:

 

  1. Schema standardizzato per il censimento dei controlli: Sarà introdotto dal Dipartimento della Funzione Pubblica e pubblicato sui siti istituzionali delle amministrazioni competenti.
  2. Ricognizione triennale dei controlli: Le pubbliche amministrazioni dovranno effettuare una ricognizione dei controlli operati nell’ultimo triennio, con pubblicazione dei risultati.
  3. Quadro di sintesi dei controlli: Entro il 30 ottobre 2025, il Dipartimento della Funzione Pubblica elaborerà un documento contenente un quadro di sintesi dei controlli, per identificare aree di sovrapposizione e duplicazione.

Sistema di identificazione e valutazione del livello di rischio "basso"

L’articolo 3 introduce un sistema volontario di identificazione e gestione del rischio, applicabile a diversi ambiti, tra cui la sicurezza dei lavoratori, la protezione ambientale, l’igiene e la salute pubblica. Questo sistema si basa su norme tecniche o prassi di riferimento elaborate dall’Ente Nazionale Italiano di Unificazione (UNI). Gli organismi accreditati potranno rilasciare un “Report certificativo” per le imprese che soddisfano i requisiti di rischio basso, migliorando così la trasparenza e l’efficienza dei controlli.

Principi generali del procedimento di controllo

L’articolo 5 introduce principi fondamentali per i controlli sulle imprese, quali la fiducia nell’azione legittima delle amministrazioni, l’efficacia, l’efficienza e la proporzionalità. I controlli dovranno essere programmati con intervalli temporali correlati alla gravità del rischio, garantendo un approccio mirato e razionale.

Violazioni sanabili e casi di non punibilità per errore scusabile

L’articolo 6 rappresenta uno degli aspetti più innovativi del decreto, introducendo la possibilità di sanare violazioni amministrative pecuniarie fino a 5.000 euro, mediante diffida amministrativa. Questo strumento offre agli imprenditori l’opportunità di correggere le irregolarità senza incorrere in sanzioni, purché la violazione sia sanabile e non riguardi la tutela della salute e sicurezza sul lavoro.

 

In conclusione, il D.Lgs. n. 103/2024 introduce una serie di misure volte a semplificare e razionalizzare i controlli amministrativi sulle attività economiche. Queste disposizioni offrono agli imprenditori strumenti concreti per mettersi in regola con le normative vigenti e difendersi dalle sanzioni, promuovendo al contempo un ambiente di lavoro sicuro e conforme alle leggi.

 

Vi invitiamo a considerare attentamente queste novità e a consultare i vostri consulenti per la sicurezza nei luoghi di lavoro per ulteriori chiarimenti e supporto nell’implementazione delle nuove disposizioni. Restiamo a vostra disposizione per qualsiasi domanda o necessità di approfondimento.

 

Alla Prossima

 

Fabio

Decreto Legislativo 103/2024: Vantaggi e opportunità per la sicurezza sul lavoro Leggi tutto »

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